Il videomessaggio di Auguri di Mons. Catella per il Santo Natale 2013

lunedì 23 dicembre 2013

Anche quest'anno, Mons. Alceste Catella ha voluto registrare un videomessaggio di Auguri in occasione del Santo Natale nel quale, richiamando le parole di Papa Francesco, ha voluto parlare della tenerezza di Dio nei confronti degli uomini.

Il messaggio di auguri di Mons. Vescovo

giovedì 19 dicembre 2013

Carissimi diocesani,

in occasione della celebrazione del Santo Natale, desidero giungano a tutti voi l’augurio, la benedizione, l’attestazione della stima, dell’attenzione, dell’incoraggiamento del Vescovo per ciascuno e per ciascuna famiglia della nostra amata Diocesi. 
Il Signore sia con voi! 
Vi rivolgo il saluto più frequente della liturgia. Sono parole così semplici, eppure sono così belle!
E si può anche giustamente dire: il Signore è con noi! 
Il Signore, infatti, ci ha visitati, continuamente ci visita e rimane con noi per sempre. Lo Spirito di Dio abita nei nostri cuori dal giorno del Battesimo e ci rende “tempio vivo” del Signore: davvero il Signore è con noi!
Le Scritture sacre, che ascoltiamo nell’assemblea liturgica e meditiamo nel silenzio pensoso della nostra preghiera, sono la presenza amica della sua Parola: di quella Parola eterna che, un giorno, ha fatto il cielo e la terra, che è entrata in colloquio con noi per svelarci il segreto intimo della sua vita e per introdurci in una comunione d’amore e di gioia con lui.
Ma eccoci alla pienezza del tempo, al cuore stesso della storia degli uomini, eccoci a Natale: quella Parola – che è il “Verbo” eterno di Dio – entra nelle nostre vicende umane, le accoglie tutte in se stesso, assume i lineamenti del nostro volto: Dio si fa uomo! Dio diventa, nel cuore e nel grembo di Maria, “carne umana”.
Non finiscono qui le “sorprese” di Dio che si fa uomo. La sua è una carne che ha voluto sperimentare sino in fondo il dolore dell’uomo, di tutti gli uomini: è la carne lacerata e sanguinante sulla croce, è la carne crocifissa! Una carne, però, che non è rimasta prigioniera della morte, ma che è stata resa gloriosa e splendida da Dio che ha fatto risorgere Gesù, il Figlio prediletto del suo amore. Proprio questa carne, segnata dalla sofferenza e dalla gioia della Pasqua, ci viene data in cibo spirituale nell’Eucaristia.
Nella stalla di Betlemme Gesù si lasciò adorare, sotto le povere apparenze di un neonato, da Maria, da Giuseppe e dai pastori; nell’Ostia consacrata lo adoriamo sacramentalmente presente in corpo, sangue, anima e divinità, e a noi si offre come cibo di vita eterna. La santa Messa diviene allora il vero appuntamento d’amore con Colui che ha dato tutto se stesso per noi.
E così il momento più intenso della presenza del Signore con noi, ormai entrato per sempre nella storia dei nostri giorni, è l’Eucaristia con cui ci è dato di prendere parte a questo “mistero” dell’amore di Dio per noi: davvero il Signore è con noi!
E che il Signore è con noi vorrei venirlo a dire di casa in casa. Vorrei dirlo, con tutta la forza del mio cuore credente, anche nella vostra casa: nella “tua” casa! Vorrei sostare più a lungo là dove c’è un dolore che chiede conforto, una malattia che invoca guarigione, una divisione che aspetta la riconciliazione. Sì, vorrei proprio venire a gridare questa “bella notizia”, ad annunciare questo “vangelo”: il Signore è veramente presente nelle vostre case, nella vostra vita, nei vostri cuori! 
Con questo desiderio, con grande affetto e con gli auguri più belli vi benedico tutti.
+ Alceste Catella, vescovo

Solennità del Natale del Signore
Le Omelie di Mons. Alceste Catella

martedì 25 dicembre 2012

Nella notte e nel giorno di Natale, Mons. Alceste Catella ha presieduto, nella Cattedrale di Sant'Evasio, le celebrazioni solenni per il Natale del Signore. Pubblichiamo il testo integrale delle Omelie di Mons. Catella durante le SS. Messe.

Natale del Signore – In nocte

Carissimi,

quello che il profeta Isaia, nell’oracolo dell’Emmanuele, aveva descritto come un futuro di gloria dopo un passato di umiliazione, un tempo di luce dopo le tenebre, è ora un presente. Gli angeli ripetono a noi, qui e ora (hodie, ci dice la liturgia della Chiesa), lo stesso annuncio che duemila anni fa fecero ai pastori: «oggi è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore» (Vangelo, Lc 2,11).
Isaia, dopo aver descritto con immagini forti e robuste le azioni di salvezza («(hai spezzato il giogo che l'opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino… ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello intriso di sangue saranno bruciati, dati in pasto al fuoco», Prima Lettura, Is 9,3-4), proclama l’evento che sta alla loro origine: «un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio» (Prima Lettura, Is 9,5)...


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Natale del Signore – In die

Carissimi,

«Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio», così ci ha fatto pregare il ritornello del Salmo responsoriale. Sì, perché è venuta nel mondo «la luce vera quella che illumina ogni uomo» (Vangelo, Gv 1,9) proclama Giovanni, all’inizio del suo Vangelo. Anche noi in questa celebrazione natalizia stiamo, qui ed ora, facendo l’esperienza di cui ci parla lo stesso brano evangelico: «… Noi abbiamo contemplato la sua gloria» (Vangelo, Gv 1,14b). Noi contempliamo, vale a dire guardiamo con intensità, stupiti e commossi, la presenza di Dio che agisce nella storia. Questo è il senso biblico della parola “gloria”...


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Nel videomessaggio per il Santo Natale
Mons. Catella rivolge a tutti un Augurio di Speranza

giovedì 20 dicembre 2012

Per il quinto anno consecutivo Mons. Alceste Catella ha voluto registrare un videomessaggio di Auguri in occasione del Santo Natale e per l'Anno Nuovo che ci apprestiamo ad iniziare. Nel proporre una riflessione sul significato del Natale, Mons. Catella rivolge a tutti un Augurio di Speranza esprimendo la sua vicinanza, in modo particolare, alle tante persone che si trovano in situazioni di diasagio e difficoltà.

Natale del Signore
Le Omelie di Mons. Alceste Catella

domenica 25 dicembre 2011

Si sono tenute nella notte e nel giorno di Natale le celebrazioni solenni per il Natale, presideute da Mons. Alceste Catella nella Cattedrale di Sant'Evasio. Pubblichiamo il testo integrale delle Omelie di Mons. Catella durante le SS. Messe per il Natale del Signore.

Natale del Signore – In nocte

Carissimi,

entrati nell’Avvento attraverso un ingresso che ci ha introdotti ad un faticoso interrogare, abbiamo tentato di viverlo – tappa dopo tappa – come "memoria" e "speranza", come attesa povera, vigile, gioiosa. Ed eccoci, in questa notte siamo di fronte alla risposta, siamo in presenza di Colui che abbiamo atteso… È, oggi, il giorno della "memoria" che attualizza un evento preciso, storico, che ha cambiato le sorti dell’umanità… Eppure, oggi, è ancora – più che mai – giorno per sperare, attendere, accogliere: un segno povero e nascosto, un bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia...

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Natale del Signore – In die

Carissimi,

l’Eucaristia che insieme stiamo celebrando è la "memoria" della nascita del Salvatore nella notte del mondo. E vede come protagonisti i nostri occhi. Il Natale è come un incrociarsi di sguardi. La città, Gerusalemme, al tempo di Isaia, è un cumulo di rovine…, ma le sentinelle alzano la voce. Che cosa vedono i loro occhi? Vedono il ritorno del Signore. Occhi che vedono: "Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio"...

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La lettera natalizia di Mons. Catella alle famiglie

sabato 24 dicembre 2011

In occasione del Natale, Mons. Alceste Catella ha voluto inviare - com'è ormai tradizione da alcuni anni - una lettera alle famiglie della sua «amata Diocesi».http://www.blogger.com/img/blank.gif

La lettera, in formato cartaceo, è stata distribuita tramite gli Uffici della Curia alle diverse parrocchie diocesane perchè venisse consegnata, in questo periodo natalizio, alle famiglie.

La "Lettera natalizia alle famiglie" è stata anche pubblicata sul sito della Diocesi di Casale Monferrato nella sezione Documenti.

Gli auguri di Mons. Alceste Catella
nel videomessaggio per il Santo Natale

venerdì 23 dicembre 2011

Anche quest'anno, Mons. Alceste Catella ha voluto registrare un videomessaggio di Auguri in occasione del Santo Natale e per l'Anno Nuovo che ci apprestiamo ad iniziare.

L'appello del Vescovo

giovedì 22 dicembre 2011

da La Vita Casalese del 22 dicembre 2011

“Un gesto che valga a riportare la pace, a risanare le ferite”

Carissimi diocesani,
in occasione della celebrazione del Santo Natale, desidero giungano a tutti voi l’augurio, la benedizione, l’attestazione della stima, dell’attenzione, dell’incoraggiamento del Vescovo per ciascuno e per ciascuna famiglia della nostra amata Diocesi.. Il fatto che Gesù assuma umana carne per condividere la nostra condizione umana ci aiuta a scoprire che ogni persona e ogni comunità scrive con il suo quotidiano vivere e gioire e faticare e servire un vero e proprio vangelo, un piccolo vangelo, un segno dell’amore di Dio in mezzo a noi. Sì, le persone, le famiglie, le comunità, proprio nei sentimenti e nei gesti della vita quotidiana, stanno scrivendo il loro vangelo, stanno comunicando la loro “buona notizia”. Scrivono talvolta con caratteri luminosi, perché intuiscono o credono a determinati valori di verità e di bontà come riflesso dell’amore di Dio e insieme si impegnano a viverli. Talvolta invece scrivono con caratteri oscuri, perché si allontanano dal vero e dal bene. E comunque, anche in mezzo ai dubbi, alle contraddizioni, ai rifiuti, rimane accesa in tutti la sete della felicità vera e piena. E’ per questa via che Dio si offre a tutti e che tutti, lo sappiano o no, sono in cammino verso di lui… E può avvenire allora una scoperta sorprendente, che ci fa guardare con occhi nuovi l’amore: il nostro amore umano, pur non poche volte povero, minacciato, incoerente, ha la sorgente e la forza del suo realizzarsi autentico nell’amore di Dio, in quell’amore che ci è stato manifestato e comunicato da Cristo nel dono di sé a Natale. Non c’è pagina di Vangelo che non ci mostri questo delicato e bellissimo tratto di Gesù verso ogni persona e ogni famiglia: Lui, in persona, è l’accoglienza fatta carne e nell’ascolto del Padre ascolta ogni uomo. Come annota Giovanni, l’evangelista: lui sa quello che c’è in ogni uomo . Sì, carissimi fratelli e sorelle, Natale non è altro che questo: l’amore di Dio è in mezzo a noi. Ma non potrei vivere la festa di Natale con un poco di serenità se, in quest’ora di dolore, non mi rivolgessi con rispetto, con lealtà e con fermezza a chi ha la responsabilità del governo di questa nostra amata città. Fate, vi supplico, un gesto concreto che esprima considerazione e rispetto verso la sofferenza di tanti nostri concittadini; un gesto che valga a riportare pace, a risanare lacerazioni e ferite… Sosto accanto a tutti, per tutti innalzo la preghiera che invoca la visita di Gesù nelle nostre comunità e nella nostra vita, perché ogni gioia sia compiuta nella sovrabbondanza della beatitudine, ogni pena sia consolata nella presenza amica, ogni peccato sia perdonato nell’abbraccio della riconciliazione, ogni desolazione intraveda la vocazione alla pace, ogni incertezza sia presa per mano e condotta alle decisioni sapienti e desiderate, ogni distacco si rassereni nella speranza della vita eterna. Con questa preghiera, con grande affetto e con gli auguri più belli vi benedico tutti.

+ Alceste Catella, vescovo

Natale del Signore
Le Omelie di Mons. Catella

sabato 25 dicembre 2010

Pubblichiamo il testo delle Omelie di Mons. Alceste Catella durante le SS. Messe per il Natale del Signore da lui stesso presiedute nella notte e nel giorno di Natale presso la Cattedrale di Sant'Evasio.

Natale del Signore – In nocte

Carissimi,

in questa santissima Notte vogliamo – come i pastori – metterci in cammino verso Betlemme, per “vedere” quella Parola che oggi si è resa a noi visibile; vogliamo ascoltare che cosa – con infinito amore – quella Parola ha da dirci.

I testi che abbiamo ascoltato ci parlano di una lunga attesa messa in moto da promesse e da vicende che intessono una storia che è già “storia di salvezza”, eppure attende ancora un suo compimento. E il Natale di Gesù è proprio la perenne risposta a questa costante aspettativa che pervade, in ogni epoca, tutta l’umanità...

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Natale del Signore – In die

Carissimi,

Colui che parlava in termini umani, si è fatto uomo. L’umana esperienza per cui qualcuno parla e viene ascoltato, qualcuno ascolta e accoglie chi gli ha rivolto la parola è esperienza capace di far intendere qualcosa del divino; non solo: è proprio in questa stessa esperienza che Dio si immerge per dirci la sua identità personale; per donare e rendere visibile a noi tutto se stesso. Ascolto e visione sono dunque due vie di accesso al mistero di Gesù. E il Natale, carissimi, è proprio questo: nel bimbo di Betlemme ascoltiamo e vediamo Dio; il Verbo di Dio, la sua udibile e visibile Parola.

“Ultimamente, in questi giorni, Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio…”, così ci ha detto l’autore della Lettera agli Ebrei...


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Nel suo videomessaggio gli auguri per il Santo Natale di Mons. Alceste Catella

giovedì 23 dicembre 2010

Ecco il videomessaggio che Mons. Alceste Catella ha registrato per far giungere anche quest'anno al maggior numero di persone i suoi Auguri per il Santo Natale e per l'Anno Nuovo che ci apprestiamo ad iniziare.

Pubblicate le Lettere di Mons. Vescovo per il Natale

mercoledì 1 dicembre 2010

Come già aveva fatto lo scorso anno, Mons. Alceste Catella ha voluto indirizzare, nell'imminenza del Natale, una lettera alle famiglie e una a bambini, ragazzi e giovani della Diocesi.

Le lettere, nella versione cartacea, sono disponibili presso gli Uffici della Curia.

Inoltre sono state pubblicate sul sito internet della Diocesi nella sezione Documenti; le potete trovare a questi indirizzi:

Concerto di Natale dei giovani

lunedì 28 dicembre 2009

da ilmonferrato.it

Gioia e musica hanno accomunato il numeroso pubblico, tra cui tanti giovani, nel messaggio di amore e pace, con il tradizionale concerto di Natale al Palaferraris.
Organizzato dalla Pastorale giovanile, l'appuntamento con i giovani delle varie parrocchie è stato, come ogni anno, un successo ricco di emozioni sottolineato dai tanti applausi.
"Mi fido di te" è il titolo dell'edizione 2009. «Un' espressione splendida- ha commentato il vescovo Alceste Catella nel messaggio di auguri- e ricca di contenuti. Io sento che, innanzitutto, questa frase la dice Dio nei nostri confronti. Dare fiducia è possibile solo se alla base c'è amicizia e amore».
I gruppi canori delle parrocchie casalesi e del comprensorio hanno cantato la propria idea di fiducia e amore. I giovani hanno trasmesso il loro insegnamento nel senso di fiducia nel prossimo, come hanno saputo ben esprimere le parrocchie dello Spirito Santo, Ronzone, Valentino e San Germano, unite per interpretare "Fidati di me" di Laura Pausini; altresì i gruppi di Duomo, San Domenico, Giarole, Ozzano con "Fosse un attimo".
La fiducia dei giovani della vicaria di Frassineto è soprattutto per il Signore, per cui invitano anche i più piccoli ad avvicinarsi all'Altissimo, cantando "Lasciamo che i bambini vadano a lui".
Ma i ragazzi si fidano gli uni degli altri, dell'amicizia e dei legami sinceri. L’hanno reso in musica i giovani di Cerrina, con "Io ci sarò" degli 883; l'Oratorio di Casale Popolo e l'Oftal di Casale con "Metti in circolo il tuo amore"; l'oratorio di Porta Milano con "You raise me up"; l'oratorio di San Salvatore con "Domani".
Anche nei momenti duri, tristi e disperati possiamo contare sui nostri angeli custodi: Protezione Civile, Croce Rossa, Croce Verde, Misericordia. Con un video e la canzone "Eye in the sky", i volontari dal grande cuore hanno portato il loro augurio, strappando l'applauso più grande. Certamente per il lavoro artistico, ma innanzitutto per l'impegno che ogni giorno garantisce tranquillità e sicurezza ai casalesi.
A loro, e ai tantissimi giovani che testimoniano l’impegno per gli altri, possiamo veramente dire
"Mi fido di te".

Fabrizio Gambolati

Gli Auguri per il Santo Natale di Mons. Alceste Catella

giovedì 24 dicembre 2009

Ecco il videomessaggio che Mons. Alceste Catella ha registrato per far giungere anche quest'anno al maggior numero di persone i suoi Auguri per il Santo Natale e per l'Anno Nuovo che ci apprestiamo ad iniziare.

LETTERA NATALIZIA ALLE FAMIGLIE DELLA MIA AMATA DIOCESI

sabato 19 dicembre 2009

Carissimi,
con discrezione oso bussare alla vostra porta, vorrei entrare nelle vostre case per salutare e visitare ogni famiglia. A tutte desidero rivolgere il mio saluto cordiale e sincero, ripetendo sulla soglia di ogni casa questo augurio apportatore di grazia: «Pace a questa casa e a coloro che vi abitano!».
È la pace donata da Dio, nel Natale di Gesù, a tutti gli uomini da lui amati. È la pace che il Signore crocifisso e risorto ha comunicato ai discepoli la sera di Pasqua. È la pace vera che riempie il cuore di gioia e di speranza nella fede.
Nessuna famiglia si senta esclusa da questo augurale saluto di pace e dall’affetto che lo connota. Ciascuna famiglia – soprattutto se vive qualche difficoltà, se sta rischiando di perdere la speranza o se l’ha già smarrita – possa riconoscere in questo affetto un pallido ma vero riflesso dell’amore del Signore.
Ad ogni famiglia auguro di vedere in questa mia lettera una eco e un prolungamento della visita che Dio stesso ha compiuto nella storia dell’umanità con l’Incarnazione del suo Figlio Gesù.
In questo farmi presente in ogni casa vi auguro di sperimentare la vicinanza della Chiesa, quale segno visibile della visita interiore che Dio, in Gesù e mediante il suo Spirito, continua instancabilmente a realizzare nel cuore di ogni uomo e donna.
Così, con discrezione e rispetto, busso alla porta della vostra casa.
So che molti sono contenti di accogliere questo scritto come fosse una «visita nel nome del Signore». Mi affretto, perciò, a venire in queste case per condividere la fede, la lode al Signore e la preghiera con cui intercedere per tutti.
So che in molte case ci sono tanti problemi e disagi e che una visita può sembrare più un disturbo che non un dono. Mi permetto, tuttavia, di bussare anche a queste porte. Sono certo che un momento di sosta, l’ascolto di una parola che viene dal Signore, un gesto semplice e concreto di attenzione della Chiesa possono aiutare a sciogliere molte tensioni e ad affrontare, con serenità e coraggio, ogni situazione.
So che ci sono anche case in cui alcuni risentimenti o qualche fraintendimento delle intenzioni della Chiesa possono rendere indesiderabile la visita del Vescovo. Anche a queste porte desidero bussare. Anche in queste case mi piacerebbe poter entrare per mettermi in ascolto umile e attento, per compiere un gesto di riconciliazione, per offrire una parola di speranza. Forse le porte e i cuori si apriranno. Forse si potrà avviare un dialogo in cui ci si può capire, spiegare, perdonare e voler bene. Forse la parola del Signore da tanto tempo ignorata potrà rivelarsi come parola amica, capace di donare gioia e pace.
Sì, in ognuna delle vostre case vorrei far risuonare questo annuncio gioioso e pacificante: «Dio ti ama; Gesù è venuto a visitare il suo popolo e gli viene sempre incontro con la sua grazia; Cristo è venuto e continuamente viene per te; per te è nato; con te ha gioito e sofferto; per te è morto e risorto; per te Egli è via, verità e vita!».
Desidero dire una parola agli anziani di casa, ai nonni.
Carissimi,
forse talvolta vi viene da pensare: «Le mie forze vengono meno, mi rendo sempre meno utile: che cosa sarà di me?». Sì, tra acciacchi e voglia di fare, tra malumori e devozioni, vi domandate: «Ma che sarà di me?».
Vorrei, allora, sedermi vicino a voi. Con persone della vostra età anche un Vescovo ha sempre qualcosa da imparare!
Vorrei proporre un pensiero che guardi al futuro con la luce e il sostegno della fede. Quando pensate al futuro, non abbiate paura! Il futuro, per voi che avete tanto pregato e avete fatto tanto bene, non deve spaventarvi con l’incubo cupo della morte: deve piuttosto sorridervi con il volto amico di Gesù. Rinnovate, perciò, la vostra speranza e sappiate testimoniarla a chiunque vi incontra.
Guardate avanti con fiducia e con speranza: il Signore viene! È Lui la nostra gioia, la nostra pace, la nostra salvezza!
Con tanti auguri e con un vicendevole ricordo nella preghiera.
Ed ora una parola a voi che siete genitori.
Carissimi,
vi saluto dal profondo del cuore e vi ascolto volentieri. Ci sono momenti in cui vi sentite impotenti di fronte al mutismo risentito o alla reazione sproporzionata di vostro figlio per un permesso negato. Ci sono momenti in cui avvertite che il suo mondo, i suoi sogni, le sue amicizie non vi appartengono più. Non è che dica bugie – almeno si spera! –; è che custodisce tutto con invincibile gelosia.
Ci sono momenti in cui vi sembra di essere falliti come educatori.
Le vostre parole, i comportamenti buoni che avete insegnato, gli interessi che avete condiviso, tutto sembra caduto nel nulla. E vi interrogate a più riprese: «Ma facciamo bene a fare così? Che cosa sarà di lui? Quale strada prenderà nella vita? Di tutto quello che gli abbiamo insegnato sull’essere serio e onesto, sul pregare e sull’andare a Messa, che cosa gli resterà?».
Ci sono momenti in cui finite per litigare tra voi accusandovi a vicenda: «Tu sei troppo permissiva»; «E tu, invece, sei troppo rigido; non hai mai tempo di ascoltare; vuoi intervenire su tutto»; «Ma non capisci che certe cose sono irrinunciabili?». Ci sono sere in cui non vi accorgete neppure di che cosa state mangiando, tanto siete tesi e arrabbiati.
Vi pare di non essere più all’altezza del vostro compito di genitori.
Vi viene la voglia di lasciar perdere tutto.
Vi ascolto volentieri, ma non ho ricette, non ho risposte a tutte le vostre domande. Voglio, tuttavia, incoraggiarvi e aiutarvi ad avere fiducia. Non tutto è sulle vostre spalle, il Signore non vi abbandona! Tenete presente, inoltre, che l’educazione di una persona non è come la programmazione di una macchina. Ognuno è responsabile delle proprie scelte e non è giusto addossare ai genitori le colpe dei figli. Anche per questo si può avere fiducia e dare fiducia, certo senza sottrarsi al compito di chiamare le cose con il loro nome, di dire sì o no, di smascherare le scuse contorte che talora i ragazzi adducono per giustificare pigrizie, volgarità, intemperanze.
Pensate che quello che davvero resterà sarà il ricordo un uomo e di una donna che si amano, che sono persone serie, capaci di far fronte alle difficoltà, oneste e sincere nelle loro scelte, disposte a riconoscere errori e limiti, sostenute dalla fiducia in Dio.
Vi accompagno con la mia preghiera, il mio augurio e la mia benedizione.
Desidero dire – con discrezione – una parola a voi che forse vivete un momento di difficoltà come coppia.
Carissimi,
desidero portarvi la benedizione del Signore. Desidero portarla nella vostra casa. Voi vi siete voluti molto bene e c’erano buoni motivi per immaginarvi felici. Ma poi è successo qualcosa; qualcosa è cambiato…
Chi può raccontare il segreto della vostra storia? Chi può sapere perché e quando è avvenuto che si sia spenta la fiducia e come sia possibile che un altro – un’altra, chiunque... – risulti più simpatico, desiderabile, comprensivo?
Lasciate che mi possa sedere con voi, in casa vostra. Non intendo essere invadente. Non ho la presunzione di possedere ricette risolutive. Mi sta a cuore la vostra gioia; mi sta a cuore il vostro matrimonio! Lo so e lo sapete anche voi: una rottura non può essere una soluzione; è piuttosto una tragedia. Vorrei aprirvi alla speranza. È una speranza certa e duratura, che resiste contro ogni evidenza e ogni speranza. Sì, perché la speranza di cui vi parlo è la speranza che viene dal Signore!
Sperate nel Signore. Lui è l’unico che non delude! Forse, nelle difficoltà che state vivendo, vi viene da pensare che anche il Signore si sia dimenticato di voi. Non è così. Dal giorno del vostro matrimonio, il Signore si è legato indissolubilmente a voi, ha preso dimora nella vostra coppia e continua a restare con voi.
Io pregherò per voi, perché sono certo che il Signore sta per venire a visitarvi. Se aprirete la porta, potrà rivelarvi il segreto della sua gioia e invitarvi a nuovi cammini.
Con il mio augurio più vero e più sincero.
Ancora una parola per te, che sei papà e sei senza lavoro, sei “in cassa integrazione”.
Carissimo,
questa mia lettera ti raggiunge “a casa”, mentre il tempo non passa mai. Ti raggiunge “a casa” perché sei senza lavoro.
Sei in “cassa integrazione”. Purtroppo l’economia vive di grandi numeri, di statistiche e di diagrammi, di leggi di mercato e di calcoli complicati: e si crede che non possa essere che così! Poi i grandi esperti tirano le somme e decretano chi è in esubero e deve stare a casa. Così resta segnata la sorte di molte persone e delle loro famiglie. Sulle tabelle e nei ragionamenti degli strateghi dell’imprenditoria e dell’economia non hanno posto i volti di queste persone né si vedono le loro storie e le loro sofferenze. Ma dietro a quelle tabelle e a quei numeri stanno persone concrete, con le loro umiliazioni, le loro incertezze e i loro drammi; c’è una speranza che si affievolisce o che viene meno.
Tutto questo tu lo sai molto bene, perché tra quelle persone ci sei anche tu con la tua umiliazione di stare con le mani in mano.
Se poi guardi avanti, ti senti perduto. Ti nascono dentro domande che ti angosciano e per le quali non intravedi risposte soddisfacenti: «Come si farà domani? E se i figli volessero andare avanti a studiare? E se la vecchia caldaia si rompe?».
Vorrei dirti tutta la mia fraterna vicinanza e la mia cordiale solidarietà. Vorrei dirti quanto mi prendo a cuore la tua situazione e quanto mi piacerebbe contribuire a risolvere questo dramma che affligge migliaia e migliaia di persone come te.
Come Vescovo non posso individuare le soluzioni tecniche, economiche, sociali e politiche per risolvere questo stato di crisi occupazionale che ti coinvolge. Ho però la missione di richiamare i valori della persona umana con le esigenze etiche che ne derivano, di domandare giustizia e responsabilità, di esprimere e di vivere autentica solidarietà. A questa missione non intendo rinunciare. Spero che anche questo possa contribuire a farti rinascere nel cuore un po’ di speranza: se non altro non sei solo, e già questo può dare qualche consolazione.
Sento il dovere di riaffermare con convinzione che il diritto al lavoro va tutelato e promosso senza lasciare nulla di intentato: che ne è, infatti, dell’uomo, se l’uomo perde il suo lavoro?
Mentre ti esprimo questa vicinanza e condivisione, mi sembra di avvertire che tu ti prepari alle feste che vengono con l’animo amareggiato e che continua a pesarti l’incertezza del futuro. Vorrei, perciò, trovare le parole e gli atteggiamenti giusti che ti aiutino a recuperare la speranza smarrita e che ti incoraggino ad avere fiducia. Guarda avanti con fiducia e non perderti d’animo!
Te lo auguro confermandoti la mia vicinanza e assicurandoti un ricordo nella preghiera.
In questi giorni di preparativi e di feste il mio pensiero va anche, con insistenza, a tante situazioni di prova e di dolore.
Penso alle persone anziane e sole e invoco per loro messaggeri di speranza. Forse là, dove non arriva l’ascensore, possono arrivare persone buone spinte da un desiderio di consolare e di stare vicino.
Penso ai tanti ammalati che si trovano nelle case, in ospedale, nelle case di accoglienza... E vorrei fare una sosta, per avvicinarmi a ogni letto e benedire ogni speranza di guarigione. E invoco che vicino a ogni malato ci sia un messaggero di speranza. Siano benedetti coloro che non lasciano passare i giorni di festa senza aver fatto visita a un ammalato, senza aver recato un segno di affetto a chi è solo, senza aver lasciato una parola di fede a chi è tentato di disperazione.
Nel Signore è la nostra forza! In Lui è la nostra fiducia! Lui è la nostra speranza! Così vi auguro e così sia per ognuno di voi.
Con il mio ricordo e la mia benedizione.

Casale Monferrato, dicembre 2009

Vostro affezionatissimo
+ Alceste Catella, vescovo

La lettera natalizia ai bambini

venerdì 18 dicembre 2009


Carissimi bambini, ragazzi, giovani, sapete che cos’è una sinfonia? Una sinfonia è una musica bellissima.
Quando la senti, capisci che non c’è un solo strumento musicale che suona, ma ce ne sono tanti: i violini, i violoncelli e i contrabbassi; le trombe, i flauti, i corni e gli altri strumenti a fiato; i tamburi, i tamburelli, il triangolo e le altre percussioni… Qualche volta suonano persino i piatti!
Nella sinfonia ogni musicista dell’orchestra suona la propria parte molto bene e nel momento giusto. E così, anche se tutti suonano insieme e nello stesso posto, non fanno confusione. E il concerto risulta bello, armonioso e affascinante.
In questi giorni prima di Natale – i giorni dell’“Avvento”, cioè i giorni del nostro cammino incontro a Gesù che viene a Natale – sento spesso una sinfonia tutta speciale, una musica stupenda ed emozionante. Ma non capisco bene da dove arriva. La televisione in casa è spenta, non ho messo un compact disc nel mio computer, non c’è una banda a suonare per le strade di Casale…
È un mistero! Eppure, eppure… Ci sono! Ragazzi, sapete come faccio a sentire quella musica celestiale? La sento… con gli occhi!
Sì, l’“orchestra” che suona la sinfonia di Natale è sotto i miei occhi tante ore al giorno e sembra muta solo a chi non si ferma ad ascoltare davvero.
Sul tavolo di fronte alla mia scrivania – da dove vi sto scrivendo anche adesso –, c’è un magnifico presepe che tutti gli anni mi tiene compagnia dall’inizio dell’Avvento fino all’Epifania.
Mentre lo guardo con gli occhi, sento quella musica misteriosa. Forse non passa dalle orecchie.
Va dritta al cuore e lì non si spegne più.
Mi accompagna anche quando esco di casa e incontro tante persone.
Anzi, proprio quando sto con la gente – nelle parrocchie e negli oratori che visito, oppure durante la Messa che celebro in Duomo con tanti fedeli, o anche nelle riunioni con i miei collaboratori –, le cose che vedo nella scena della nascita di Gesù diventano note musicali e suoni e ritmi che fanno battere il mio cuore e tengono sveglia la mia mente.
E penso. Ogni persona porta con sé, spesso senza saperlo, una nota unica al mondo, diversa dalle altre. C’è chi suona grave e chi acuto, chi breve e chi lungo, chi tenue e chi squillante… Le persone sono tutte note della musica bellissima che Dio ha nella mente e nel cuore da quando ha creato il mondo – anzi, anche da prima – e ogni volta che nasce un bambino. E capisco che devo far sentire a tutti questa musica.
La sinfonia del Natale, come è scritta e “suonata” nel Vangelo, non è solo un sottofondo da grandi magazzini nelle giornate di acquisti, non è un passatempo per pochi privilegiati. È salvezza per il mondo intero. È gioia per gli uomini tristi. È bellezza che può cambiare la vita di tutti!
Se tutti, nelle giornate piene di problemi e di affanni che ci rendono spesso nervosi, avremo sempre in testa – e nel cuore! – la musica che il Signore ci ha affidato, ci ritroveremo più vicini gli uni agli altri. Saremo più contenti di vivere insieme. Saremo anche più simpatici e allegri. Proprio come piace a Gesù. Perché Il segreto è che lì il direttore d’orchestra è Gesù! E in Gesù, l’insuperabile Figlio di Dio, possiamo vedere l’esempio perfetto di come può e deve essere ogni uomo.
E lui è capace di dare il vero valore alla bellezza di ogni persona, senza togliere niente alle altre. Perché la “musica” che “il direttore” Gesù comanda è quella dell’Amore!
Ho provato a “registrare” alcuni suoni e alcune voci del “concerto” del mio presepe. Voi, ragazzi, potrete fare altrettanto, guardando e ascoltando il presepe. Vi suggerisco un piccolo itinerario di “ascolto” da vivere lungo le quattro settimane dell’Avvento.

La prima “musica” di questa singolare sinfonia del presepe l’ho sentita provenire da una serie di statuine. Sono il falegname, il fornaio, la lavandaia, i pastori… Sono tutte persone “AL LAVORO”.
E, mentre lavorano, pregano così:
Caro Gesù Bambino
e caro San Giuseppe che gli hai insegnato a lavorare,
grazie delle occupazioni che impegnano tante nostre giornate.
Il lavoro di cui siamo capaci
sia sempre utile alle nostre famiglie
e alla società in cui viviamo.
Il guadagno che viene dalla nostra fatica
sia sempre onesto
e ci serva anche ad aiutare chi ha pochi soldi.
Guidate i governanti di tutto il mondo
a trovare le soluzioni giuste
per le molte persone alle quali manca il lavoro
e il necessario per vivere.
Aiutate tutti i bambini e i ragazzi
a impegnarsi con gioia nella scuola,
che è oggi il loro “lavoro”.
Si preparino così ad essere intelligenti e operosi
per fare più bello il mondo di oggi e di domani.
Amen.

La seconda musica è quella delle persone “IN CAMMINO”, come i Magi.
Ecco la loro preghiera:
Caro Gesù,
per tutta la nostra vita saremo in viaggio.
Per diventare grandi,
per conoscere gli altri e il mondo,
per servire con amore la verità,
per giungere un giorno in Paradiso,
dove tu ci aspetti per vivere sempre tutti insieme:
con te, che sei la nostra gioia, e tra di noi.
Aiutaci a non smarrire mai la strada giusta.
Donaci genitori, educatori, insegnanti,
catechisti, sacerdoti, suore e tanti altri amici
che siano per noi guide esperte e sagge.
Fa’ che ascoltiamo volentieri le loro indicazioni.
Accendi nel nostro cuore una sete ardente
di conoscere e di seguire sempre la tua Parola,
lampada per i nostri passi e luce di ogni cammino.
Amen.

La terza musica è la voce di tutti quelli che sono “IN CASA”:
Gesù Bambino,
dalla tua capanna guarda sempre ogni nostra casa.
Tieni acceso il fuoco degli affetti.
Rinsalda le fondamenta del dialogo e del rispetto
tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle
e con i parenti.
Illumina le scelte della vita di ogni giorno
e diffondi serenità, gioia e pace nelle famiglie.
Aiutaci ad aprire le porte alla vita,
le finestre alle vicende del mondo,
le mani al bisogno di chi soffre o è solo
e le braccia al perdono reciproco e generoso.
Soccorri tutte le persone che non hanno una casa
o che l’hanno persa.
La fede, la preghiera e la carità verso tutti
abitino sempre con noi.
Amen.

E poi, sapete chi ho sentito “suonare”? Sapete qual è la quarta musica?
È uno che c’è sempre, in ogni presepe. È uno solo, ma rappresenta qualcosa di tutti gli uomini del mondo, qualcosa di tutti noi. Ecco la preghiera della statuina “CHE DORME”:
Gesù, mio Signore,
grazie per il sonno che ristora le mie forze
e per la salute che custodisce la mia vita.
Fa’ però che io sia sveglio e pronto
quando vuoi farmi capire la tua volontà!
E tieni i miei occhi ben aperti
sui pericoli per la mia vita e per la mia anima.
Guarisci e consola
chi non riesce a dormire per i troppi problemi
e chi soffre per qualche malattia.
Accarezza e sostieni chi fa più fatica
perché disabile o anziano.
Dona luce e speranza
a chi sente vicino il sonno della morte
e conforta, con la certezza della risurrezione,
chi piange i propri cari defunti.
Amen.

Carissimi ragazzi, avete sentito quante preghiere registra il mio presepe? E il vostro? E quello che avete fatto a scuola o all’oratorio?
Se vorrete rispondere a questa mia lettera di Natale scrivendomi le belle “musiche” che voi sentite dalle statuine dei vostri presepi, potrete senz’altro farlo. E sarò contentissimo.
Come voi e con voi!

Buon Natale dal più profondo del cuore!

Il vostro vescovo
+ Alceste

Gli auguri di Natale agli ammalati dell'Oftal

domenica 13 dicembre 2009

Durante la celebrazione della festa degli auguri dell'Oftal, oggi pomeriggio nella parrocchiale di Casale Popolo, è stato letto il messaggio che il Vescovo ha voluto far avere agli ammalati in occasione del Santo Natale 2009.
Ecco il suo messaggio:

Carissimi ammalati,
con discrezione oso bussare alla vostra porta, vorrei entrare nelle vostre case per salutare e visitare ogni famiglia. A tutte desidero rivolgere il mio saluto cordiale e sincero, ripetendo sulla soglia di ogni casa questo augurio apportatore di grazia: “Pace a questa casa e a coloro che vi abitano!”.
È la pace donata da Dio, nel Natale di Gesù, a tutti gli uomini da lui amati È la pace che il Signore crocifisso e risorto ha comunicato ai discepoli la sera di Pasqua È la pace vera che riempie il cuore di gioia e di speranza nella fede.

Sì, in ognuna delle vostre case vorrei far risuonare questo annuncio gioioso e pacificante: “Dio ti ama; Gesù è venuto a visitare il suo popolo e gli viene sempre incontro con la sua grazia; Cristo è venuto e continuamente viene per te; per te è nato; con te ha gioito e sofferto; per te è morto e risorto; per te Egli è via, verità e vita!”.

In questi giorni di preparativi e di feste il mio pensiero va con insistenza soprattutto a voi che vi trovate in situazione di prova e di dolore. Penso alle persone anziane e sole e invoco per loro messaggeri di speranza. Forse là, dove non arriva l’ascensore, possono arrivare persone buone spinte da un desiderio di consolare e di stare vicino. Penso a voi, carissimi ammalati, che vi trovate nelle case, in ospedale, nelle case di accoglienza… Vorrei fare una sosta, per avvicinarmi a ogni letto e benedire ogni speranza di guarigione. E invoco che vicino a ogni malato ci sia un messaggero di speranza. Siano benedetti coloro che non lasciano passare i giorni di festa senza aver fatto visita a un ammalato, senza aver recato un segno di affetto a chi è solo, senza aver lasciato una parola di fede a chi è tentato di disperazione. Nel Signore è la nostra forza! In Lui è la nostra fiducia! Lui è la nostra speranza!Così vi auguro e così sia per ognuno di voi. Con il mio ricordo e la mia benedizione.

Vostro affezionatissimo

+ Alceste Catella, vescovo

LETTERE DEL VESCOVO
Indirizzate ai bambini, ai giovani e alle famiglie

giovedì 10 dicembre 2009


Due lettere natalizie del Vescovo, una indirizzata ai bambini, ragazzi e giovani e l’altra alle famiglie, sono al centro dell’attenzione della nostra comunità diocesana. Della prima, profonda e con uno stile intrigante che lascia una bella traccia in tutti quelli che la leggono, abbiamo parlato in prima pagina. Della seconda, che tocca i punti nevralgici e i nervi scoperti della nostra società, diamo un breve accenno perché la sua densità, sia pure in otto paginette, richiede una vera meditazione e “rimuginazione” nelle parrocchie e nei gruppi.

Sono 38.000 le famiglie della nostra Diocesi, e a ciascuna di esse il Vescovo ha indirizzato una lettera, che viene diffusa dalle Parrocchie. Il Vescovo “osa bussare alla vostra porta con discrezione e rispetto”, perché proprio quando ricordiamo l’evento della nascita di Gesù, cioè l’entrata del Figlio di Dio nella famiglia umana, sente la necessità di mettere in rilievo l’importanza di ogni famiglia. Sa di essere bene accolto in tante case per condividere la fede, la lode al Signore e la preghiera. Sa anche che “in molte case ci sono problemi e disagi e non vorrebbe disturbare, ma portare un dono: quello di una parola che viene dal Signore”. Non si nasconde, il Vescovo, che “ci sono anche case in cui alcuni risentimenti o qualche fraintendimento delle intenzioni della Chiesa possono rendere indesiderabile la sua visita. Ma anche in queste, prosegue, vorrebbe poter entrare per mettersi in ascolto umile e attento, per compiere un gesto di riconciliazione, per offrire una parola di speranza”. Il Vescovo si rivolge agli anziani di casa, ai nonni, e poi ai genitori. Tutto il piano pastorale della nostra Diocesi in quest’anno ha due punti di riferimento essenziali: l’educazione e la famiglia. E qui si dipana il centro della lettera. Prosegue poi rivolgendosi alle coppie in difficoltà, e poi ai capo-famiglia senza lavoro. Infine si rivolge a chi vive situazioni di prova e di dolore: gli anziani e gli ammalati. Accanto ad essi vorrebbe fare una sosta per avvicinarsi ad ogni letto e benedire ogni speranza di guarigione. Conclude il Vescovo con la benedizione: “Nel Signore è la nostra forza! In Lui la nostra fiducia! Lui è la nostra speranza!”

p.b.

Il mio grazie

mercoledì 7 gennaio 2009


Anteprima dell'articolo in uscita domani su Vita Casalese

Carissimi diocesani,

mi sia consentito rubare un poco di spazio al nostro giornale per comunicarvi alcune riflessioni maturate in me durante il tempo di Natale.
Desidero dire il mio grazie per i tantissimi auguri che ho ricevuto: dimostrano il vostro affetto, carissimi, e vi assicuro che questo affetto è da parte mia corrisposto e si trasforma in preghiera quotidiana e nell’impegno per svolgere meglio -giorno dopo giorno- il mio servizio pastorale.

Voglio poi ringraziare i numerosissimi giovani che ho avuto la gioia di incontrare in occasione del concerto di Natale. Occasione splendida per essere insieme, per fare festa, per riflettere...Grazie a chi ha faticato per la realizzazione di quell’evento: a livello diocesano e nelle singole parrocchie.

E poi…, vi ricordate? Nel messaggio natalizio lanciavo una domanda un tantino provocatoria: e se Gesù quest’anno non nascesse? Ebbene, carissimi, sono più che certo che Gesù quest’anno -come sempre- si è fatto presente. Dove? Come? Nei tanti volti e nella vita di tanti fratelli e sorelle che ho incontrato e salutato e abbracciato nelle diverse realtà di accoglienza e di assistenza. E nel cuore e nell’operare di quanti -per professione o per volontariato- “stanno accanto”, “stanno presso”, “servono” con competenza e dedizione.

Mi sia consentito ricordare in modo particolarmente affettuoso e riconoscente la nostra Opera Diocesana di Assistenza; mi sia consentito ringraziare chi dirige, chi opera, chi in quelle comunità vive e si impegna.
Ho vissuto quegli incontri e le celebrazioni nelle diverse espressioni dell’ODA come un “pellegrinaggio” e come il miglior ritiro spirituale in preparazione al Natale.

Con affetto
+ Alceste Catella, vescovo

La festa di Natale con le comunità Casa del Giovane, Casa Famiglia e Padre Pio

mercoledì 24 dicembre 2008








Festa di Natale per le comunità Casa del Giovane, Casa Famiglia e Padre Pio di Casale Monferrato, appartenenti all'Opera Diocesana Assistenza. La S.Messa celebrata all'interno della Riss Minazzi da Mons. Alcesete Catella, Vescovo di Casale Monferrato, la consegna dei dolcetti e l'arrivo di babbo natale con molti piccoli collaboratori...

IN MILLE AL CONCERTO - Un grande successo lunedì sera il tradizionale appuntamento al PalaFerraris

martedì 23 dicembre 2008

CASALE – Sono stati tredici i gruppi che lunedì sera hanno scaldato le oltre mille persone al Palazzetto dello Sport per il tradizionale concerto di Natale. Organizzato da Giovani 2000, l’undicesima edizione ha visto la partecipazione di circa 400 giovani della Diocesi di Casale alternarsi sul parquet per scaldare il pubblico presente con canti, balli e scenette recitate accompagnati dalle proiezioni dei video dei singoli gruppi ricordando le loro attività. A presentare la serata tre ragazzi del Agesci Scout Paolo Mussi, Pietro Mesturini di Valmacca e Irene Deambrogio di Ozzano che hanno affermato “vogliamo incominciare ringraziando il nuovo Vescovo che ci ha permesso di continuare questa tradizione del concerto di Natale”. Poi al via le esibizioni. Ad aprire gli spettacoli è stato il coro delle voci bianche dell’accademia Le Muse che hanno proposto al pubblico un medley di canzoni natalizie. A seguire sono stati: gruppo della Collina, l’oratorio di San Germano, l’oratorio di Casale Popolo, la parrocchia di Morano, l’oratorio Campanone di San Salvatore, il gruppo degli oratori Duomo, San Domenico, Ozzano e Giarole, un secondo gruppo del Ronzone, Spirito Santo e Rosignano, la vicaria di Cerrina, l’oratorio del Valentino, l’oratorio di Porta Milano, le Matite e l’associazione Oftal. Tema di quest’anno “Parole sparse sulle strade del mondo”, che collega l’Anno Paolino e la conclusione dell’Agorà dei giovani. L’Agorà è l’iniziativa pastorale della chiesa italiana che si è articolata per un triennio con una serie di iniziative che hanno avuto come momento culminate l’incontro nazionale dei Giovani a Loreto (2007) la GmG di Sideney 2008 e la conclusione si terrà intorno a Pentecoste (fine maggio) nel 2009 tra le varie iniziative divise diocesi per diocesi. La serata si è conclusa con il saluto e gli auguri del Vescovo Mons. Alceste Catella “avevo già scoperto – ha iniziato il Vescovo – a Oropa che siete dei ragazzi in gamba e dopo questo concerto ne ho avuto la conferma. Tutti insieme siamo capaci di portare le parole sulle strade del mondo con quello che facciamo tutti i giorni. Un pensiero va a Monsignor Germano Zaccheo che ha creduto molto nei giovani e che si merita un grosso applauso”. Don Marco Pivetta, prima del canto finale, ha voluto omaggiare con un regalo il vescovo Catella.

 
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