«Avvento, un tempo che apre alla speranza»

mercoledì 1 dicembre 2010

da Avvenire di mercoledì 1 dicembre 2010

(clicca sull'immagine per vederla ingrandita)

Eucarestia e liturgia, risorse educative

giovedì 25 novembre 2010

da Avvenire di giovedì 25 novembre 2010

(clicca sull'immagine per vederla ingrandita)

Messale, nuova traduzione servizio alla vita della Chiesa

giovedì 11 novembre 2010

da Avvenire di giovedì 11 novembre 2010

(clicca sull'immagine per vederla ingrandita)

Nuovo Evangeliario, l’arte esalta la Parola

venerdì 24 settembre 2010

da Avvenire del 24 settembre 2010

A Milano con Ravasi e Catella il via alla due giorni sul libro liturgico di rito ambrosiano che vedrà presto la luce.

(clicca sull'immagine per leggere l'articolo)

MONS. CATELLA IN BENIN

giovedì 15 luglio 2010

da La Vita Casalese del 15 luglio 2010

CANA – Il Vescovo, insieme al Vicario Generale è partito lunedì scorso per una visita pastorale in Benin dalle Suore dell’Istituto diocesano Nostra Signora di Lourdes. È la prima visita che Mons. Catella compie in quella terra di missione. È stato accolto dalle suore del Mazzone, con la Direttrice Generale suor Michelle Rolland. L’arrivo ha avuto qualche ora di ritardo per il maltempo a Parigi. Poi dall’aeroporto c’è stato il trasferimento alla Missione per 350 chilometri in camionetta su una strada sterrata. Martedì pomeriggio il Vescovo ha telefonato a Casale alla Casa Madre ed ha parlato con suor Battistina, e mercoledì mattina al nostro giornale, esprimendo la propria gioia per la visita che sta compiendo. In questo periodo in Benin vi sono grandi acquazzoni e venerdì pomeriggio 16 luglio, nella festa della Madonna del Carmine, quattro suore del noviziato a Cana emetteranno la professione religiosa: sono Viviane Manhounnon, Flora Katchon, Rosalie Adjidowe e Thérèse Todeyahoun. L’indomani, sabato 17 al mattino le due suore Elisabeth Dossou e Justine Dagbedji emetteranno la professione perpetua. I due riti saranno nella chiesetta del noviziato di Cana alla presenza del Vescovo diocesano di Abomey Mons. Eugène Cyrille Houdékon, del nostro Vescovo e di mons. Gennaro. A Sokpontà il Vescovo mercoledì scorso ha visitato l’orfanatrofio e l’ospedale per bambini in costruzione per iniziativa dell’associazione “L’abbraccio” di Fubine, che sarà inaugurato il 4 settembre. L’ospedale è particolarmente necessario per curare la malaria. Per ora è stato costruito un solo piano con la terrazza, e può accogliere circa 25 bambini. Da Fubine si stanno preparando turni di medici per stages di due mesi. La partenza dal Benin di Mons. Catella, mons. Gennaro e della direttrice suor Michelle Rolland è previsto per lunedì sera e l’arrivo al pomeriggio di martedì.

p.b.

da "La Vita Casalese" del 26 febbraio 2010

venerdì 26 febbraio 2010

Sulle orme di San Paolo

mercoledì 21 ottobre 2009

da www.ilmonferrato.it

Si è concluso un riuscito pellegrinaggio in Turchia promosso dall’ufficio pellegrinaggi della nostra Diocesi (Peregrinantes). I partecipanti sono stati una sessantina, guidati dal vescovo mons. Catella e dal vicario generale mons. Antonio Gennaro, con il supporto di valide guide locali.

L’itinerario, sulle orme di San Paolo, ha preso inizio proprio da Tarso, città natale dell’apostolo delle genti e primo grande teologo cristiano. Il viaggio è poi proseguito attraverso i paesaggi fantastici e solenni della Cappadocia dove si sono ammirati villaggi rupestri, camini di fate, città sotterranee.

Molta meraviglia hanno suscitato le cascate pietrificate di Pamukkale, davvero uniche con le loro cangianti terrazze. Dal punto di vista religioso tappe importanti sono state quelle di Iconio e di Efeso, località legate alla predicazione di San Paolo dove si è celebrata la messa. Ad Efeso il gruppo ha sostato presso la tomba di San Giovanni Evangelista nella grande basilica a lui dedicata, e alla Casa della Madonna dove la Vergine visse gli ultimi anni di vita terrena con l’apostolo Giovanni. Stupore e ammirazione hanno destato i siti archeologici di Efeso e Pergamo, soprattutto la monumentale Biblioteca di Celso.

Istanbul, città dalle tre anime, romana, cristiana e musulmana, è stata uno scrigno di meraviglie e di edifici sontuosi. La rilassante navigazione sul Bosforo, lungo le coste asiatica ed europea, effettuata in un caldo pomeriggio autunnale, ha deliziato e ammaliato tutti i partecipanti.

Inaugurata la nuova sede dell'Oftal - Le date del pellegrinaggio 2010 a Lourdes

domenica 20 settembre 2009

da www.ilmonferrato.it

E’ stato il vescovo Alceste Catella, a impartire la benedizione alla nuova sede dell’Oftal cittadina, da oggi ufficialmente operativa in corso Valentino 149 (nella piazzetta all'angolo con via Bligny), dopo tanti anni allo storico indirizzo di vicolo Caravadossi.
Le ragioni del trasferimento, avvenuto dopo alcuni lavori di ristrutturazione e riadattamento della nuova sede, sono diverse: innanzitutto - spiegano all'Oftal - "gli interventi di modifica della destinazione d’uso della palazzina di vicolo Caravadossi, ma al contempo la necessità e l’opportunità di privilegiare una situazione da un lato di maggiore visibilità rispetto alla precedente, dall’altro di più facile accessibilità, specie per i disabili, gli handicappati e gli anziani.
Da oggi, la nuova sede permette di disporre di ampi locali al piano terreno ad uso uffici e di adeguati spazi nel seminterrato da destinare a magazzino del materiale".
L’obiettivo dell'Oftal è "quello di rafforzare il dialogo con la comunità cittadina, nella comunicazione e promozione delle iniziative oftaliane, prima tra tutte il consueto appuntamento del pellegrinaggio a Lourdes": per il 2010 sono già state fissate le date (per la comitiva in treno da domenica 25 aprile a sabato 1° maggio, per i pellegrini in aereo da lunedì 26 a giovedì 30 aprile).

“VIENI E VEDRAI”
Il Vescovo Catella presenta la lettera pastorale

giovedì 17 settembre 2009

CASALE – Una grande partecipazione degli operatori pastorali ha contrassegnato il Convegno diocesano della scorsa settimana, con relazioni intense e intriganti. La serata conclusiva è stata condotta dal Vescovo che ha presentato la lettera pastorale, che porta la data del 7 settembre, anniversario dell’inizio del suo ministero pastorale in Diocesi, ma che sarà consegnata ai sacerdoti giovedì 24 p.v. nel ritiro che si terrà a Verrua Savoia in occasione dell’incontro annuale della Congregazione di sant’Evasio. Il Vescovo ha confidato di esser stato favorevolmente colpito dalla assiduità e dalla numerosità dei partecipanti. La lettera pastorale è abbastanza corposa, 27 cartelle, ed il genere letterario non è un elenco di cose da fare, ma fornisce le motivazioni per fare. La sua lettura richiede delle mediazioni, così da essere oggetto di lettura insieme e di catechesi nei gruppi, con l’interpretazione dei diversi destinatari. Una mediazione importante dovrà essere fatta da parte degli uffici e dei servizi pastorali. Il titolo “Vieni e vedrai” viene dal brano di Gv. 1,46 dell’incontro con Gesù di Natanaele (Bartolomeo), portato da Filippo che gli aveva fatto la proposta esperienziale “Vieni e vedrai”. Così è anche la nostra esperienza: il cuore ama, la mente comprende, il cuore esprime. La celebrazione eucaristica è un singolare modello educativo. Vi sono poi vari gradi di educazione, perché educare -spiega il Vescovo- è attività eminentemente umana, e partecipare alla vita della propria città non è facoltativo e non è delegabile. La modalità deve essere trasparente, con un deciso no all’indifferenza. Nei mezzi per poter bene operare stanno per essere varate le Unità Pastorali, che sono la concretizzazione della Chiesa come Comunione; sempre fondamentale è la iniziazione cristiana, impegno fondamentale della Chiesa che vuole educare, con collaboratori responsabili, cioè educatori. Infine il Vescovo ha presentato don Giampio Devasini, Vicario Episcopale per il coordinamento della Pastorale e per le U.P., e ha commentato: “il Vicario Generale e il Vicario Episcopale sono le mie due stampelle di unità e di unione di lavoro. I responsabili delle cinque aree e degli uffici pastorali hanno infine esposto i programmi per il nuovo anno.

“Vieni e vedrai” (Gv 1,46) - La passione per il compito educativo
Messaggio alla Diocesi per l’anno pastorale 2009 – 2010

Una premessa
Un’icona biblica

1. Il “mistero” della Chiesa

2. La Chiesa -Madre e Maestra- genera ed educa i figli di Dio nelle varie espressioni della sua vita e della sua missione
La celebrazione eucaristica: singolare “paradigma” educativo
I riti di introduzione
La liturgia della Parola
La liturgia eucaristica

Tre punti e alcune proposte
2.2.1 Educare è un’attività eminentemente umana, descrive l’umano per eccellenza
2.2.2 Educare è la stessa vita pastorale della Chiesa
2.2.3. Educare è opera di tutta la Chiesa
Quale metodo di lavoro per gli Uffici Pastorali?

3. Mezzi per “essere” e per “operare”

Le Unità Pastorali: “concretizzazione” della Chiesa-comunione
Le idee fondamentali
Che cosa sono le Unità Pastorali
Unità Pastorali: il “punto” della situazione

L’Iniziazione cristiana: un impegno fondamentale per una Chiesa che vuole educare
La difficile situazione della catechesi per l’iniziazione cristiana dei ragazzi
La nuova proposta della Conferenza Episcopale Italiana
La nostra Chiesa è chiamata ad esprimere collaboratori corresponsabili
Superare una “ecclesialità” incompiuta
Il magistero dei Vescovi italiani

Conclusione

APPENDICE: Riflessioni e proposte per la pastorale giovanile

(p.b. - © "La Vita Casalese" di giovedì 17 settembre 2009)

UNA PASSIONE CHE DONA SPERANZA
Dedicarsi agli altri, non vivere accartocciati su noi stessi, capaci di relazioni, comunicando valori

CASALE – La relazione di Paola Bignardi ha fortemente toccato l’uditorio alla seconda giornata del Convegno Pastorale per la profondità della analisi e la vibrante serie di proposte che ne sono scaturite.
Ha introdotto con la presentazione di alcune figure educative, un po’ comuni a tutte le esperienze: insegnanti, catechisti, sacerdoti, le cui caratteristiche sono l’umanità, la capacità di relazione, la espressione di ideali forti.
Ha proseguito parlando della crisi dei processi educativi tradizionali, poi ha proposto da dove cominciare (passione e vocazione), infine ha dato un profilo dell’educatore del nostro tempo.
Ha osservato che oggi educare si è fatto più difficile, perché sono andate in crisi le più importanti istituzioni educative scuola, famiglia e comunità cristiana.
In alcuni casi la scuola ha rinunciato ad educare; la famiglia ha perso la fiducia di indirizzo e ha la crisi dell’esercizio di autorità. Dà cose, ma non regole e l’indirizzo con proposte e prospettive.
La comunità cristiana ha perso la fiducia nella relazione, ha scambiato la relazione con l’esercizio di tante attività. Così è scesa dall’educazione all’animazione, con animatori che non sono ancora educatori.
In generale –osserva Paola Bignardi- l’educazione è andata in crisi perché è andato in crisi il senso della fiducia nella vita.
C’è una fatica di vivere da parte degli adulti. Non solo stanchi, ma svuotati, aridi, vuoti interiormente. Così va in crisi il senso del valore della persona.
Non tutto è così problematico –osserva Paola Bignardi- e la crisi ha acceso il faro sull’educazione.
Da dove ricominciare? Dalla passione e dalla vocazione.
Ci vuole passione, perché i ragazzi ci stanno a cuore. Passione significa dedicarsi agli altri, non vivere accartocciati su noi stessi.
Quali le motivazioni? Educando sperimentiamo la bellezza che l’altro cresce nella libertà e diventiamo testimoni di storie straordinarie di umanità.
In questa gratuità assoluta, dedicandoci agli altri diventiamo più adulti noi stessi e vediamo crescere, aiutato da noi, il futuro e la novità.
L’educatore accompagna i ragazzi a staccarsi da lui e a diventare protagonisti.
Essere educatori richiede una vocazione, ha bisogno di un’adeguata educazione, di un tirocinio. Non basta l’intuizione, ci vuole la consapevolezza.
Un identikit dell’educatore: ama la vita, e ne presenta il volto bello di una umanità realizzata. E’ capace di relazioni, comunica valori, pensieri, ideali, orientamenti di vita, crea dei legami.
Non teme di esercitare l’autorità. Questa parola deriva da un verbo: “far crescere”.
L’autorità appartiene al fatto educativo. Spiegando, motivando, ma agendo responsabilmente.
L’educatore non è un solitario ma è l’espressione della comunità come sostegno e come inviante. E’ un mandato, ma non vuole una delega in bianco.
Inoltre l’educatore sa costruire alleanze con la scuola, la famiglia, l’oratorio.
Per essere educatori non bisogna essere individualisti, ma avere la sapienza di saper tessere tutte le alleanze possibili.
Infine, l’educatore è capace di pazienza, perché la speranza conosce la promessa.
In conclusione, la comunità cristiana è tra i soggetti più forti. Ha carte buone e carte credibili. Dobbiamo interrogarci come ripensare l’educazione e come venire incontro agli altri soggetti più deboli.
Ha segnalato un bel libro sull’educatore: «La messa dell’uomo disarmato» di Luisito Bianchi, edito da Sironi.
Molti gli interventi, con puntuali risposte.
Il Vescovo ha espresso il vivo grazie alla on. Bignardi, che in maniera limpida ha presentato la situazione in modo realistico, andando al largo.

(p.b. - © "La Vita Casalese" di giovedì 17 settembre 2009)

INCONTRO DEI SACERDOTI:
Il Vescovo presenta la lettera

VERRUA SAVOIA – (gpc) Si terrà giovedì 24 settembre, presso la Parrocchia San Giovanni Battista di Verrua Savoia il raduno annuale dei sacerdoti aderenti alla Congregazione presbiterale di S. Evasio, nell’occasione del 250° anniversario dalla fondazione. Sono una novantina i sacerdoti aderenti che si impegnano a celebrare una S.Messa per tutti gli aderenti vivi e defunti ed una in particolare per i defunti dell’anno. Si ricorda che dal tempo dell’ultima assemblea nell’ottobre 2008, sono passati alla Casa del Padre due sacerdoti: il can. don Giuseppe Ferrando e il prof. don Innocenzo Timossi.
Già dalle 8,30 sarà aperta la segreteria per le prenotazioni del pranzo ed il versamento delle quote. Si inizierà in Chiesa alle 9,30 con la preghiera comunitaria di Lodi, presieduta da mons. Vescovo, cui seguirà (ore 9,45) la Celebrazione Eucaristica “pro vivis et defunctis”.
Nel salone, successivamente si terrà la riunione plenaria della Congregazione con il rendiconto annuale, da parte del segretario can. Renzo Monti a cui farà seguito la votazione per la nomina del Priore, del vice priore e del Segretario. Mons. Vescovo poi presenterà ai sacerdoti il programmi pastorale del nuovo anno e quello relativo alla formazione permanente del clero. Seguirà l’agape fraterna al ristorante di Sulpiano di Verrua Savoia (ore 12,30).

(gpc - © "La Vita Casalese" di giovedì 17 settembre 2009)

«Riconciliazione dono di Dio che ci libera»
Settimana liturgica nazionale: l'esperienza della misericordia illumina il cammino dell'uomo nella

mercoledì 26 agosto 2009

da avvenire.it

VIVERE LA FEDE - Secondo giorno di lavori ieri nella città pugliese con le riflessioni offerte dai vescovi Catella, Ghidelli, Monterisi e Tamburrino

DAL NOSTRO INVIATO A BARLETTA, MIMMO MUOLO

Parte da Barletta, città diventa­ta famosa per una disfida che sembrava persa in partenza e invece si risolse in un trionfo, una nuova sfida alla cultura contempo­ranea. «Non deve mai venir meno il compito pastorale della Chiesa ri­spetto al peccato». E cioè «l'impegno a liberare la libertà dell'uomo; a ridire continuamente il Vangelo di Dio che è giudice della storia e padre; impe­gno a esprimere con maggiore evi­denza gli aspetti positivi e costrutti­vi delle esigenze morali annunciate da Gesù e accolte nella tradizione vi­va della Chiesa». Di fronte a un cli­ma sociale che ha portato a un affie­volirsi del senso del peccato, può sembrare anche questa una 'disfi­da' persa in partenza. In realtà, co­me fa notare il vescovo di Casale Monferrato, Alceste Catella, «solo se si riuscirà a riportare la riflessione sul sacramento della confessione verso una rinnovata e approfondita comprensione del dinamismo della fede sarà possibile riscattare la cele­brazione della penitenza dalla prati­ca insignificanza in cui spesso viene posta».
L'intervento del presule piemontese si è inserito ieri in una densa gior­nata - la seconda di questa 60ª Set­timana liturgica nazionale che ha co­me tema il sacramento della miseri­cordia - composta come un mosai­co da relazioni e celebrazioni. Il Pa­ladisfida, allestito come una grande cattedrale, ha fatto da sfondo ai lavori della mattinata e di parte del pome­riggio. Ma certamente il momento culminante è stata la Messa vesper­tina in una Cattedrale vera, quella di Trani, autentico gioiello del romani­co pugliese, dove a presiedere è giun­to dall'Aquila l'arcivescovo della martoriata città abruzzese, Giusep­pe Molinari. Così, in uno scenario architettonico e naturale che ha pochi eguali, sono tornate alla mente degli oltre mille partecipanti, le parole che in matti­nata, dal palco del palasport barlet­tano, aveva loro indirizzato l'arcive­scovo di Lanciano-Ortona, Carlo Ghidelli, presidente della Conferen­za episcopale abruzzese-molisana. «La riconciliazione, che è dono di Dio - ha fatto notare - ha diverse di­mensioni. Una delle quali è quella e- cologica e della salvaguardia del creato». Esiste, dunque, «una litur­gia cosmica che esige non solo ri­spetto per il creato ma anche pro­mozione e incentivazione».
Naturalmente, ha spiegato Ghidelli, «la prima dimensione della riconci­liazione è quella strettamente per­sonale: il suo dono, infatti, il Signo­re lo offre e lo depone nel cuore di ciascun credente, nella vita di ogni uomo e donna di buona volontà». Vi è poi una dimensione ecclesiale o comunitaria, per «ri-creare il popo­lo in ogni fase della storia». Quindi c'è la «dimensione universale, rivolta al­l'intera umanità, perché il progetto di Dio non interpella un solo popo­lo, ma tutti i popoli di tutti i tempi e di tutti i luoghi». In tutte le dimen­sioni l'azione riconciliatrice di Dio - ha sottolineato l'arcivescovo - si in­terseca con il ministero della ricon­ciliazione affidato ai discepoli. Il che «implica una misteriosa ma reale si­nergia tra il divino e l'umano che nel­la liturgia si rinnova e si comunica». Ecco, dunque, il beneficio della ri­conciliazione. Non solo in termini personali, ma anche sociali e cosmi­ci. «Il frutto della misericordia - ave­va fatto notare nella riflessione del­le Lodi, monsignor Francesco Mon­­terisi, neo arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma - è la vita in Cristo e nello Spirito: dopo la riconciliazione ci sentiamo di nuo­vo uniti a Cristo nella vita dello Spi­rito». Tale è del resto anche l'insegnamen­to che deriva dai padri e dal magi­stero della Chiesa, oggetto della re­lazione dell'arcivescovo di Foggia­Bovino, Francesco Pio Tamburrino. Da Origene a Cipriano, da Giovanni Crisostomo a san Basilio, tutti sono concordi nell'affermare che la ri­conciliazione è frutto dell'iniziativa di Dio e che il «vero medico dell'ani­ma è Cristo». Con queste 'armi', dunque, la sfida si può vincere.
Il senso del peccato in crisi nella cultura d'oggi, la celebrazione della penitenza, il ruolo pastorale della Chiesa, la dimensione personale ma anche sociale e cosmica della riconciliazione fra i temi affrontati ieri a Barletta dai relatori.

Potete leggere la sintesi della relazione di Mons. Alceste Catella cliccando qui.

METODO E OBIETTIVI
Il Vescovo presenterà la lettera pastorale "Vieni e vedrai"

giovedì 30 luglio 2009

Il tema dell’educazione sarà al centro della tre giorni di settembre con cui si darà inizio al programma pastorale dell’anno 2009-2010. Le tre serate, con inizio alle 21 nell’Auditorium San Filippo, sono martedì 8 settembre, mercoledì 9 e giovedì 10. Aprirà Mons. Giuseppe Anfossi, Vescovo di Aosta e Presidente della Commissione Pastorale Famiglia della CEI, con una relazione su: «Questione educativa: esigenza costitutiva e permanente». La seconda serata avrà la partecipazione dell’on. Paola Bignardi. già presidente nazionale dell’A.C. fino al 2005 ed ora presidente del FIAC (Forum Internazionale dell’Azione Cattolica), che parlerà sul tema: «Educatori per vocazione e per passione». Giovedì 10, serata di chiusura, il nostro Vescovo Mons. Alceste Catella presenterà la lettera pastorale per l’anno 2009-2010, che ha come titolo: «Vieni e vedrai (Gv 1,46) – la passione per il compito educativo» e come icona il rapporto tra Gesù e Pietro con i chiaro-scuri della crescita fedele nel discepolato e nella guida della Chiesa. In un anno il Vescovo ha ben delineato le linee fondamentali della sua attività pastorale. Presa diretta conoscenza della diocesi in tutte le sue situazioni, il Vescovo ha subito messo in cantiere il progetto delle Unità Pastorali per avere piena incisività a livello di tutte le comunità parrocchiali ponendo in rete tutti gli operatori pastorali; ha poi individuato nel Seminario il luogo visibile ed efficace della pastorale diocesana, e iniziando a razionalizzare le sue strutture, pone la premessa alla proposta vocazionale che ridia anche i numeri e la qualità dei candidati al sacerdozio. Ora infine, propone nell’educazione la strategia per una proposta a tutti i livelli che coinvolga al raggiungimento dell’obiettivo di esprimere e testimoniare il Vangelo e Gesù Cristo come proposta originale e radicale di vita. La Tre giorni della pastorale di settembre si preannuncia dunque di grande importanza per tutta la diocesi. Sabato precedente la tre giorni, il 5 settembre, si terrà la tradizionale fiaccolata a Crea, in cui si festeggerà il Vescovo per il primo anniversario di ingresso in diocesi (avvenuto il 7 settembre 2008). Il sabato successivo, in Cattedrale alle 16, ci sarà l’Ordinazione sacerdotale di don Simone Viancino.

(p.b. - © "La Vita Casalese" di giovedì 30 luglio 2009)

"CON LA FORZA DELLO SPIRITO"
Sabato 30 maggio la Veglia di Pentecoste in Duomo con il Vescovo

giovedì 21 maggio 2009

CASALE – Con la celebrazione della Veglia di pentecoste che si terrà sabato 30 maggio alle 21 in Duomo a Casale si concluderà il triennio dell’agorà dei giovani italiani. Iniziato nel 2006/2007 ha avuto come tematica suddivisa nel percorso “Con la forza dello Spirito sarete miei testimoni fino ai confini della terra”. Il primo anno è stato dedicato alla mappatura e alla ricerca del mondo giovanile al suo ascolto, il secondo la testimonianza a cui i giovani hanno potuto partecipi al grande incontro con il Santo Padre a Loreto, quest’anno la conclusione con un mandato missionario comune a tutti i giovani delle diocesi Italiane il 30 maggio. Con lo Spirito come guida essere missionari fino ai confini della terra! La Veglia, che verrà animata dai giovani della diocesi si concluderà proprio con questo suggerimento dato personalmente dal vescovo Alceste Catella a tutti i presenti. E’ un appuntamento importante che vorrà anche essere l’inizio di un cammino verso la giornata mondiale della gioventù a Madrid nell’agosto del 2011. È un evento che lega la nostra diocesi a tutte le altre italiane che vivranno in contemporanea la stessa esperienza di chiesa. Sono invitati tutti i giovani degli oratori, dei movimenti e delle associazioni ecclesiali. Inoltre sono a disposizione e si possono ritirare i libretti di preghiera quotidiana realizzati dal servizio regionale della pastorale giovanile nella sede dell’Oftal a Casale.
.
(© "La Vita Casalese" di giovedì 21 maggio 2009)

FESTA DELLA MADONNA DI POMPEI NELLA CHIESA DELLA MADONNINA

giovedì 7 maggio 2009

da www.vitacasalese.it

CASALE – Nei giorni feriali del mese di maggio, cominciando da lunedì 4 maggio, alla Parrocchia di Sant’Ilario la Santa Messa si celebra nella chiesa della Madonnina (viale Morozzo-via Saletta 51) con l’orario solito: 17,40 rosario e alle 18 Santa Messa e pensiero mariano. Venerdì 8 maggio, festa della Madonna di Pompei, alle 11 Santa Messa preceduta dal rosario e seguita dalla Supplica alla Madonna. Ore 18 preceduta dal rosario, S. Messa celebrata da Mons. Vescovo Alceste Catella e seguita dalla supplica alla Madonna. Invochiamo con fiducia la protezione di Maria SS. sulle nostre famiglie, sull’Italia e sul mondo intero.

MESSA ALLO STABILIMENTO
Il Vescovo Alceste Catella fra i lavoratori IBL

da www.vitacasalese.it

CONIOLO - Ogni anno in questo periodo, in prossimità del 1° maggio, Festa Internazionale del Lavoro, l'Ufficio Diocesano per la Pastorale del Lavoro ed i Problemi Sociali organizza la celebrazione di una santa messa per il mondo del lavoro all'interno di una azienda del nostro territorio. Anche quest'anno l'evento si ripeterà sabato 9 maggio alle ore 10,30 presso lo stabilimento IBL di Coniolo, sulla statale per Torino, grazie alla gentile disponibilità delle imprese ARGOL (Advanced Global Logistics) e IBL (Industria Bonzano Legnami). Il Vescovo Mons. Alceste Catella presiederà una solenne concelebrazione con diversi sacerdoti durante la quale si pregherà in particolare per ricuperare fiducia e speranza per l'ambito del lavoro. I cancelli si apriranno alle 9,30 perché sono invitati i famigliari dei lavoratori anche per conoscere con una visita guidata l’ambiente in cui i propri parenti lavorano. Dopo la funzione religiosa segue il rinfresco per tutti i partecipanti. Abbiamo chiesto al Vicario Generale Mons. Antonio Gennaro un commento sull’iniziativa. «Oggi siamo tutti preoccupati della crisi che ha investito il "nostro mondo", quello occidentale, quello nel quale il tenore di vita è di gran lunga più alto che nel resto del mondo. Sono cadute molte barriere, che fin qui hanno protetto il nostro benessere. Intericontinenti, come l'Asia (Cina e India in particolare) e l'America Latina si affacciano prepotentemente sui mercati mondiali. Vogliono vendere i loro prodotti nei Paesi ricchi (che hanno maggior potere d'acquisto) e le nostre industrie manifatturiere (che hanno un costo del lavoro molto più alto di quello dei Paesi emergenti) vanno in crisi. Non c'è dubbio che sono in atto fenomeni che provocheranno (anche nel breve periodo) assestamenti la cui portata è difficile immaginare. È compito di tutti, e tra questi dei credenti, occuparsi con discernamento personale e comunitario delle grandi questioni della vita sociale. Un'autentica solidarietà non si limita a porre sotto il cappello onnicomprensivo della carità in stile "assistenziale" i problemi dell'uomo e del mondo ma impone ai credenti di avvalersi di tutti gli strumenti scientifici e politici per essere veramente efficace. L'Ufficio diocesano per la Pastorale del Lavoro ha discusso questi temi nell'ambito dell'Area Socio-politico. Ne è scaturito già tempo fa un documento che chiama tutti i credenti ad interrogarsi ed impegnarsi su questo difficile fronte della vita sociale ed ecclesiale, assumendo un atteggiamento nuovo di fronte alle emergenze. Vicinanza, solidarietà, preghiera: questa è la strada che si è cominciato a percorrere. Tramite la Caritas Diocesana e i gruppi caritativi parrocchiali diverse decine di famiglie vengono già assistite con un aiuto finanziario annuale. E la finalità principale della celebrazione di sabato prossimo sarà proprio quella di suscitare una solidarietà sempre più diffusa dell'intera comunità ecclesiale per i problemi del mondo del lavoro».

da "Il Monferrato" del 10 aprile 2009

venerdì 10 aprile 2009


ASCOLTO E DIALOGO A CREA
Il 15 marzo incontro fra il Vescovo e gli amministratori

giovedì 5 marzo 2009

CASALE - Dopo un anno di intervallo dovuta all’attesa della nomina di un nuovo Pastore per la Diocesi di Casale Monferrato, viene riproposto l’incontro del Vescovo con gli Amministratori Pubblici e gli Uomini Politici appartenenti al territorio diocesano. Infatti Mons. Alceste Catella ha ritenuto necessario e utile riprendere l’incontro annuale con quanti sono impegnati nell’attività politico-amministrativa, che si svolge già da molti anni, e cioè da quando l’allora Vescovo Mons. Cavalla aveva dato inizio a questa iniziativa. Mons. Catella ritiene che poiché “stiamo vivendo un momento davvero cruciale nella vita del nostro Paese ciò rende assai importante il tradizionale incontro con Amministratori e Politici monferrini presso il Santuario diocesano della Madonna di Crea”. E aggiunge che “per me nuovo Vescovo di questa Chiesa è anche un' occasione propizia di ascolto e di dialogo. Ci ripromettiamo, infatti, di vivere un momento certamente proficuo e di profonda riflessione. Ai nostri Amministratori locali va la più viva riconoscenza delle Chiesa casalese per la loro assidua operosità e per l'impegno generoso di dedizione al servizio dei nostri Comuni, della Provincia e della nostra Regione”. L’invito è ad incontrarsi presso il Santuario della Madonna di Crea il giorno 15 marzo con il seguente programma: alle 9: Messa in Basilica in suffragio degli Amministratori pubblici defunti; alle 10: Saluto e breve introduzione da parte del Vescovo e a seguire l’intervento del prof Renato Balduzzi, Ordinario di Diritto Costituzionale presso l'Università del Piemonte Orientale: "La democrazia deliberativa per una cittadinanza piena e responsabile". Alle 12,30: Pranzo (per chi lo desidera) presso il Ristorante di Crea. Sono invitati tutti coloro che si dedicano a questo impegno pubblico e sono interessati ad una sempre più completa realizzazione del bene comune. Sua Eccellenza Mons. Catella, e i suoi collaboratori della Pastorale Sociale e del Lavoro e della Cultura, e della Pastorale Giovanile ritengono che l’argomento affrontato sia di utilità per la formazione di “una nuova generazione di politici cattolici” e pertanto si inserisca nel percorso che la Diocesi desidera offrire ai giovani in tema di cittadinanza. All’incontro sono, pertanto invitati anche i giovani sensibili a queste tematiche. E’ l’occasione per confrontarsi, nella concretezza delle realtà amministrative del Monferrato, sulle responsabilità da assumere, sui diritti delle persone e su come questi sono applicati e usufruiti nella società, nella scuola, nel mondo del lavoro.

Il vescovo Catella: crisi, la chiesa sta facendo la sua parte; mesotelioma: vicinanza a chi soffre

venerdì 9 gennaio 2009

“Ho avuto dai casalesi un’ottima impressione, mi sono sentito subito accolto, fin dal primo giorno dell’arrivo in piazza Mazzini e in Cattedrale...”. Questo il primo bilancio del vescovo mons. Alceste Catella che regge la diocesi di Casale dallo scorso settembre, era stato eletto dopo l’improvvisa morte a Fatima di mons. Germano Zaccheo.

“Fin dal mio arrivo - continua in un cortese colloquio che ci concede giovedì- ho trovato ascolto, confidenza... Un buon rapporto, un dialogo reciproco in tutti gli incontri -ne ho avuti molti- a tutti i livelli, in tutti gli ambienti e in tutti ho trovato persone valide...”.

In effetti l’abbiamo vista presente ad eventi di ogni genere....

“Si, mi sono trovato di fronte a una serie di manifestazioni che mi ha quasi sorpreso, una grande vivezza culturale, di livello, anche se questo non mi fa certo dimenticare le sofferenze della città...”

Economiche e non...

“Stiamo attraversando un difficile momento economico a livello mondiale, ma trovo che tutti sono uniti per superare le difficoltà, anche la Diocesi fa la sua parte avendo la Charitas come braccio operativo”.

E l’altra emergenza: il dramma del mesotelioma che quasi ogni giorno colpisce una famiglia, non necessariamente legata allEternit?

“Mi sento anch’io coinvolto e vicino a chi soffre, per questo ho aderito subito alla fiaccolata e alla Santa Messa in cui il mio pensiero si è concentrato su questo dramma dal quale ci risolleveremo assieme con la vicinanza, la ricerca, la giustizia che fa il suo corso. In più, chi lavorava all’Eternit si è sentito anche come tradito da una realtà in cui riponeva fiducia e speranze per la sicurezza economica e sociale... Occorre, ripeto, unirsi tutti, senza alibi, con nel nostro caso affetto e preghiere...”.

(Luigi Angelino - © Il Monferrato)

Possiamo lamentarci di Dio ?

mercoledì 17 settembre 2008


Pubblicato su "Ecce Mater Tua" - Oftalinforma numero di settembre 2008

Carissimi amici dell’Oftal, carissimi ammalati,
vi raggiungo nelle vostre case, condividendo con voi una riflessione che mi offre sempre molto conforto e che ci è donata dalla preghiera dei Salmi.
Nel Salmo 73 leggiamo questa affermazione: “Dio è buono con i retti e con i puri di cuore”. Affermazione a cui certamente noi prestiamo il nostro assenso, siamo convinti, siamo certi che è così. Ma il fatto di avere questa forte convinzione, questa chiara fede, nel fatto che Dio è buono con i retti e con i puri di cuore, non significa che noi non possiamo, anzi direi, non dobbiamo anche interrogarci e farci delle domande.
E delle domande che non debbono spaventarci, se nel loro emergere dal cuore, dalla mente, se nel loro formalizzarsi, esprimersi, possono sembrare anche domande forti, domande potremmo dire impertinenti rivolte a Dio. Non dobbiamo sorprenderci di questo. E’ la forza della fede che porta a lamentarsi con Dio. Vorrei dire di più a lamentarsi di Dio. Se Dio fosse una sedia, un oggetto, una statuina da mettere sul comò, attorno a cui mettere i pizzetti e i fiorellini, non mi interesserebbe niente perché vorrebbe dire che la mia vita non è in un rapporto vero con lui. Ma se Dio è davvero Qualcuno, non una idea, non una statua, non una devozione, ma è Qualcuno che c’è dentro alla mia vita, con cui la mia vita è totalmente e profondamente coinvolta, se c’è un vero rapporto personale con Dio allora non può non avvenire che io mi lamenti con Dio e che qualche volta mi lamenti di Dio.
Vorrei dire che di fronte al versetto del Salmo 73 “Dio è buono con i retti e con i puri di cuore” noi dobbiamo, possiamo dire: ma è proprio vero? Capita proprio così? Non sembra invece, da quanto vediamo quando ci giriamo intorno che accada il contrario? Che ad andar bene sono i prepotenti, sono coloro che utilizzano la violenza, coloro che arraffano…?: E queste cose non c’entrano nella preghiera? E come se c’entrano!
I Salmi, proprio perché sono parola ispirata, sono Parola di Dio che ci è regalata perché la facciamo diventare parola nostra da rivolgere di nuovo a Dio, da restituire a Dio per parlare con Lui, i Salmi si fanno interpreti di questa situazione, si fanno interpreti delle reazioni umane, vere e autentiche, di fronte a questa situazione: e ci fanno domandare:è proprio vero che Dio è buono con i retti di cuore e con i puri? Non sembra invece che accada il contrario?
Anche Gesù, il Figlio di Dio, il giusto condannato ingiustamente, lo sconfitto che risorge, lo sconfitto che salva, che redime, sulla croce grida, rivolto al Padre: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? ».
La lamentazione (il lamentarsi, il chiedere conto a Dio “perché mi hai abbandonato?”) diventa supplica: “salvami, ascoltami, rispondimi, perché mi dimentichi? perché sei lontano? perché mi hai abbandonato?”
E’ molto confortante percepire che non si offende Dio rivolgendogli queste suppliche, queste invocazioni. Dio, il destinatario, viene riconosciuto con titoli splendidi: “mia forza, mia roccia, mia fortezza, mio salvatore, mia difesa, mio scudo, mio baluardo”.
L’aspirazione, la speranza e la fede che la preghiera dei Salmi suggerisce, ci rende capaci di percorrere un itinerario, di avere una visione molto concreta, molto solida, molto realista della condizione umana, che non fa cadere nella disperazione, ma che si apre invece alla speranza in quell’Amore che “con mano potente e braccio disteso solleva su ali d’aquila” quel niente che siamo noi, e ci porta là dove è Lui.
Uniti nella preghiera, vi saluto con affetto.
+ Alceste Catella

 
MONS. ALCESTE CATELLA - by Templates para novo blogger - Version 2.0 by pablocanateam