Educare alla custodia del creato per sanare le ferite della terra
La 7ª Giornata per la Salvaguardia del creato a Casale Monferrato

domenica 2 settembre 2012


Si sono svolte nel pomeriggio, presso il quartiere del Ronzone a Casale Monferrato (zona in cui si trovava lo stabilimento della Eternit), le celebrazioni della Giornata per la salvaguardia del creato, occasione che per il settimo anno consecutivo la Conferenza Episcopale Italiana offre in primo luogo per rendere grazie al Creatore, al Dio Trino che dona ai suoi figli di vivere su una terra feconda e meravigliosa.


Nel messaggio che i Vescovi hanno inviato alle Diocesi italiane si ricorda come «in questi mesi è venuta all’attenzione dei media la questione dell’eternit a Casale Monferrato, con i gravi impatti sulla salute di tanti uomini e donne, che continueranno a manifestarsi ancora per parecchi anni. Un caso emblematico, che evidenzia lo stretto rapporto che intercorre tra lavoro, qualità ambientale e salute degli esseri umani».




Per questa ragione alle iniziative organizzate dai competenti uffici diocesani ha partecipato quest'anno anche Mons. Angelo Casile (Direttore dell'Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della C.E.I.) che ha portato il saluto e la vicinanza anche di Mons. Giancarlo Maria Bregantini (Presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace) e di Mons. Mansueto Bianchi (Presidente della Commissione Episcopale per l'ecumenismo e il dialogo). Presente anche don Daniele Bortolussi, responsabile dell'Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro per il Piemonte.


Alla celebrazione di carattere ecumenico presieduta dal Vescovo di Casale Monferrato Mons. Alceste Catella ha partecipato anche il Pastore valdese Mauro Pons.


Di seguito sono disponibili le registrazioni audio degli interventi di Mons. Angelo Casile, di Mons. Alceste Catella e del pastore Mauro Pons.

«UNA SENTENZA DOVUTA»
Il Vescovo Mons. Catella e il direttore don Busto in diretta su Tv2000

mercoledì 15 febbraio 2012


dal sito di Vita Casalese

CASALE – Lunedì pomeriggio Tv2000, la TV della Chiesa che si vede sul canale 28 del digitale terrestre, ha trasmesso un interessante commento alla sentenza del processo Eternit. C’è stato anche un collegamento in diretta con la redazione del nostro giornale “La Vita Casalese”, attivato con il webcam attraverso Skype e il nostro Vescovo Mons. Alceste Catella ha dato la seguente dichiarazione: «La sentenza era qualche cosa di dovuto, era assolutamente necessario che venisse resa giustizia perché la sofferenza è immane, la sofferenza di coloro che sono già passati attraverso questa strada terribile e che sono morti. È la sofferenza delle famiglie e dei congiunti, ed è allora che la giustizia da rendere a queste persone era qualcosa di assolutamente necessario. Esprimo - come dire - una gioia se così si può dire su qualche cosa di così drammatico, una soddisfazione che si sia compresa questa realtà, e nei limiti di una giustizia umana una prima sentenza abbia riconosciuto dove stanno le colpe dove sta chi ha sbagliato e chi ha patito.
E vorrei aggiungere solo un’altra cosa. Credo che si sia giunti a questa sentenza per la compattezza sia di coloro che hanno tribolato, sofferto e ancora stanno soffrendo per la compattezza di tutta una città. E vorrei proprio che l’insegnamento riguardante l’unione, l’unità di una città, venisse fatto proprio da tutti e da ciascuno in questa nostra amata città in questo territorio, perché non è finito, è stato definito l’aspetto giuridico ma non ancora l’aspetto umano e la lotta che deve essere fatta nella ricerca, nella cura e nella prevenzione. Ecco ringrazio davvero la città di Casale, i cittadini di Casale ringrazio perché nonostante tutto nonostante le difficoltà anche recenti hanno saputo arrivare e rimanere uniti e mi auguro che insieme riusciremo, saremo capaci nonostante tutto di ottenere quello che è dovuto a questa città a queste persone a questi fratelli e sorelle».
È intervenuto nella stessa trasmissione anche don Paolo Busto, direttore del settimanale “La Vita Casalese” a cui è stato chiesto quale sia il sentimento della popolazione sulle migliaia di morti per mesotelioma, di cui circa duemila nella nostra diocesi. Questa la risposta: «Dobbiamo pensare che Casale è una città di 35.000 abitanti ed ogni famiglia ha un parente che è morto per questa malattia. Questo rappresenta per noi una grande angoscia ma la città - come diceva prima il Vescovo - è stata determinata perché questa sofferenza che noi abbiamo avuto serva perché non si ripeta in altre parti del mondo più deboli la stessa tragedia. Infatti continua la produzione di questa fibra assassina e allora bisogna che se noi vogliamo portare avanti la bandiera della dignità del rispetto della vita dobbiamo continuare ad essere uniti, compatti, ed essere attenti anche verso tutte le altre parti del mondo.
È una sentenza storica a livello mondiale. La prima in Europa che condanna la finanza che ha usato l’uomo come merce e rimette al primo posto la dignità di ogni persona. Erano tre le richieste che avevamo posto: giustizia, bonifica, prevenzione. Dobbiamo continuare coinvolgendo tutti sugli obiettivi».

Il Vescovo Catella incontra il Comitato Familiari Vittime Amianto

giovedì 15 gennaio 2009

«Sono vicino ai malati e alle loro famiglie che tanto hanno sofferto a causa dell’amianto. Appoggerò senza indugio altre iniziative che voi porterete avanti su ricerca, giustizia e ambiente». Queste le parole che il vescovo Alceste Catella ha pronunciato all’incontro, protrattosi per circa un’ora e mezza, con i Familiari vittime amianto (presenti Romana Blasotti Pavesi, Bruno Pesce, gli ex lavoratori Piero Ferraris e Enrico Fava; assenti per impegni scolastici Luisa Minazzi e Assunta Ferraris), avvenuto ieri in Curia. «Monsignor Catella - dice Romana Blasotti Pavesi - ha voluto avere ulteriori informazioni sulla vicenda Eternit e sulla lotta che da più di trent’anni le famiglie casalesi stanno conducendo. Ha dimostrato sensibilità e apprezzamento per quanto facciamo e ha messo l’accento sulla necessità di coinvolgere i giovani alla predisposizione verso l’altro». Intanto Valeria Luparia Cavalli, vedova del compianto segretario della Cgil Guglielmo, morto di mesotelioma, lancia un appello a nome della Lilt, per un confronto sereno tra tutti coloro che attuano la ricerca «per andare avanti più proficui, lasciando fuori della porta vanità personali e dare una risposta alla popolazione di Casale e dei dintorni sul mesotelioma che tanto dolore ha già portato alla popolazione».

(© F. N. - La Stampa)

Il vescovo Catella: crisi, la chiesa sta facendo la sua parte; mesotelioma: vicinanza a chi soffre

venerdì 9 gennaio 2009

“Ho avuto dai casalesi un’ottima impressione, mi sono sentito subito accolto, fin dal primo giorno dell’arrivo in piazza Mazzini e in Cattedrale...”. Questo il primo bilancio del vescovo mons. Alceste Catella che regge la diocesi di Casale dallo scorso settembre, era stato eletto dopo l’improvvisa morte a Fatima di mons. Germano Zaccheo.

“Fin dal mio arrivo - continua in un cortese colloquio che ci concede giovedì- ho trovato ascolto, confidenza... Un buon rapporto, un dialogo reciproco in tutti gli incontri -ne ho avuti molti- a tutti i livelli, in tutti gli ambienti e in tutti ho trovato persone valide...”.

In effetti l’abbiamo vista presente ad eventi di ogni genere....

“Si, mi sono trovato di fronte a una serie di manifestazioni che mi ha quasi sorpreso, una grande vivezza culturale, di livello, anche se questo non mi fa certo dimenticare le sofferenze della città...”

Economiche e non...

“Stiamo attraversando un difficile momento economico a livello mondiale, ma trovo che tutti sono uniti per superare le difficoltà, anche la Diocesi fa la sua parte avendo la Charitas come braccio operativo”.

E l’altra emergenza: il dramma del mesotelioma che quasi ogni giorno colpisce una famiglia, non necessariamente legata allEternit?

“Mi sento anch’io coinvolto e vicino a chi soffre, per questo ho aderito subito alla fiaccolata e alla Santa Messa in cui il mio pensiero si è concentrato su questo dramma dal quale ci risolleveremo assieme con la vicinanza, la ricerca, la giustizia che fa il suo corso. In più, chi lavorava all’Eternit si è sentito anche come tradito da una realtà in cui riponeva fiducia e speranze per la sicurezza economica e sociale... Occorre, ripeto, unirsi tutti, senza alibi, con nel nostro caso affetto e preghiere...”.

(Luigi Angelino - © Il Monferrato)

VICINO A CHI SOFFRE. Il Vescovo Alceste Catella e la tragedia amianto.

giovedì 6 novembre 2008

“Sono vicino con il cuore e la preghiera alle tante vittime di Casale e del Monferrato morte per l’amianto, e desidero che si sappia che la Chiesa casalese piange e soffre con chi ha perso tante persone care. Per questo alla fiaccolata di lunedì il Vicario Generale rappresenterà la Diocesi, e certamente ci saranno anche i sacerdoti che in quell’ora saranno liberi da funzioni religiose ed i laici impegnati nella pastorale del lavoro”. E’ il Vescovo di Casale, Mons. Alceste Catella, che ha espresso questi sentimenti lunedì pomeriggio alla riunione con i responsabili delle cinque aree pastorali della nostra Diocesi. La fibra killer ha provocato la morte forse di più di tremila persone nella nostra diocesi, che aveva stabilimenti a Casale e Cavagnolo. Mentre la Giustizia segue il suo corso, mentre le Associazioni e i Sindacati rivendicano i diritti, la Chiesa prega per le vittime, piange con i famigliari, si impegna perché sempre più si realizzino in ogni tipo di lavoro, in ogni parte del mondo, condizioni di sicurezza e di dignità, perché l’uomo è sempre più importante dell’economia. Il Vescovo ha poi concluso con la volontà di favorire una maggior presa di coscienza della Dottrina Sociale della Chiesa e della preparazione pre-politica di tutti i cristiani.

(p.b. - © "La Vita Casalese", giovedì 6 novembre 2008)

 
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